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Tokyo sakura tour 2015 | Sesto giorno: Kamakura + Shibuya

budda kamakura

Diario di viaggio: giorno 6

Oggi gita fuori porta, si va a Kamakura! Kamakura è una città a circa 50km a sud di Tokyo, nota soprattutto per la grande quantità di templi e santuari che ospita, e soprattutto per il Buddha gigante, uno dei più grandi del mondo. Partiamo presto, cambiamo un paio di linee e ci accomodiamo sul treno che ci porterà fino alla stazione di Kamakura, o almeno questo era il piano…

Treno per Kamakura
Padroni di un’intera carrozza

Avete mai visto un vagone così vuoto in Giappone, considerando che questa linea passa anche per Yokohama, una megalopoli meta di tantissimi pendolari e turisti? Ecco, c’era decisamente qualcosa che non andava… ed infatti, l’annuncio in giapponese che non avevamo capito spiegava (stando a quanto siamo riusciti ad intuire) di ritardi e disservizi sulla linea, e quindi tutti i passeggeri erano scesi alla fermata prima per cambiare linea… tutti tranne noi! Alla stazione successiva il controllore ha fatto scendere i pochi rimasti e ci siamo accalcati sulla piattaforma in attesa di salire su un altro treno verso Kamakura, treno che ovviamente dati i problemi è anche arrivato in ritardo, praticamente un evento più unico che raro in Giappone!

Riusciamo ad arrivare a Kamakura

Leggermente in ritardo sulla tabella di marcia, scendiamo alla stazione e ci dirigiamo verso la zona in cui si trovano il tempio Hase-dera e il Buddha gigante, ma prima di arrivarci è d’obbligo una pausa pranzo e prendiamo quindi d’assalto un Family mart, uno dei pochi negozi aperti in questo Lunedì mattina: gelati strani, panini ripieni di cose sconosciute e patatine a gusti assurdi sono perfetti per placare la fame! Terminato il pranzo, arriviamo in prossimità dell’Hase-dera, e decidiamo di fare una piccola deviazione all’interno di un grande negozio di carillon che si trova proprio vicino all’entrata del tempio.

Carillon Ghibli
C’erano anche tantissimi carillon dedicati alle opere dello studio Ghibli, sia per forme che per musiche
Carillon gatto
Il Giappone ha una vera passione per i gatti, è un dato di fatto
Carillon conigli
Alcuni carillon erano veramente raffinati

Terminata questa breve visita (e relativi acquisti) entriamo finalmente nel tempio: l’ingresso costa solo 300 yen (praticamente 2€) e permette di passare tutto il tempo che vogliamo all’interno dei giardini e delle varie strutture. Alla base della collina su cui sorge l’Hase-dera ci sono alcuni laghetti e delle piccole cascate, il classico giardino giapponese, mentre salendo le scalinate si arriva al tempio vero e proprio, con all’interno una gigantesca statua in legno di Kannon, più una piattaforma da cui è possibile vedere la baia di Kamakura.

Hase dera
Purtroppo la parte esterna del tempio era coperta per lavori
Giardino zen
Alcune strutture intorno al tempio
Giardino zen
Un giardino “zen” con tutti i ciottoli disposti a onde

Il grande Buddha

Terminata la visita all’Hase-dera ci dirigiamo verso quel che resta del Kōtoku-in, un tempio che conteneva la gigantesca statua del Buddha (13 metri di altezza) e che è stato poi spazzato via da uno tsunami nel 1495, lasciando così allo scoperto la statua. L’ingresso costa 200yen, è puramente simbolico, e anche qui permette di contemplare il tempio per tutto il tempo che si vuole, incluso un giardino, e permette anche, con l’aggiunta di 20yen, di entrare all’interno della statua.

buddha kamakura
Così non sembra particolarmente grande..
budda kamakura
.. ma da questa angolazione fa decisamente più effetto

Finite le visite è ora di tornare a Tokyo, ma non prima di aver fatto un altro snack sulla strada del ritorno, ovviamente con qualcosa di assolutamente strano! Polipi interi pressati con pastella… praticamente da un intero polipo si ricava un’unica sfoglia, simile ad un’ostia, dal sapore di pesce e dall’aspetto biscottoso!

Polipo pressato
Prima della pressa…
polipo pressato
… e dopo la pressa

Le stranezze non si limitano però al cibo, come ci ricorda questo negozio di saponi molto particolari. Non c’era nulla che spiegasse in inglese da cos’erano ricavate le saponette, ma erano mollicce tipo mozzarella e di vari colori, ognuno mirato ad una particolare cura della pelle.

Saponi Kamakura
Saponette gelatinose, come se quelle normali non fossero già abbastanza viscide
Sapone Kamakura
E in questa fontana interna era possibile provare le saponette per scoprire qual’era la più adatta alla propria pelle

Shibuya

La nostra giornata va a concludersi con un giro a Shibuya, il quartiere modaiolo per eccellenza, e nonostante sia ormai sera c’è sempre pieno di gente e di negozi ancora aperti. Il famoso incrocio poi, è sempre affollatissimo ed è facile perdersi di vista… niente di meglio che darsi appuntamento alla statua di Hachiko, come fanno i giapponesi!

Statua di Hachiko
È un’impresa fare una foto vicino alla statua senza fotografare anche la folla che si trova sempre li intorno
Incrocio Shibuya
Con tutti quegli schermi e quelle insegne al neon, l’incrocio è illuminato a giorno anche a quest’ora

La cena, ovviamente, è da Uobei, immancabile quando si è in questo quartiere! E non è solo sushi classico, ogni tanto cambiano i cosiddetti “piatti premium”, che a questo giro includevano anche questo particolare piattino: nigiri con gamberettini, nigiri con piccoli pesci bianchi interi e gunkanmaki con calameretti!

sushi calamari
Ok, lo ammettiamo, era un filino troppo strano anche per noi… ma l’abbiamo mangiato lo stesso!

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